Incontro con Alexander Ruperti di Giuseppe Zezza

Giuseppe Zezza ,direttamente dal suo sito

IL Trigono :

OLTRE LA FONDAZIONE DELLA SCIENZA DEI MAGI – FULVIO BONINI —> GIUSEPPE ZEZZA

Nel 1998 circa mi interessai in modo particolare all’Astrologia Umanistica di Dane Rudhyar e di Stephen Arroyo , con il quale entrai in contatto in America, dopo aver letto quasi tutti i suoi libri nel giro di poco tempo. In seguito, per una serie di “coincidenze”, entrai in contatto con la moglie di Alexander Ruperti, noto Astrologo Umanista che abitava in Svizzera e fui portato ad approfondire i suoi scritti e  a partecipare a diverse riunioni del R.A.H  (Réseau Astrologie Humaniste)(…)

potete continuare a leggere la presentazione direttamente sul sito :

L’Astrologia sentiero dell’auto-coscienza – Condivisione Scritti del 1998

Logo Astrologica

ASTROLOGIA UMANISTICA

Incontro con

Alexander Ruperti

Alexander Ruperti è astrologo, indubbiamente uno degli astrologi attualmente più ascoltati in Francia. Siamo andati a trovarlo a Parigi, ed è con infinita gentilezza che ci ha concesso questa intervista.

Alexander Ruperti

Qual è per Lei, nella Sua vita, il senso dell’astrologia e quale dovrebbe essere a Suo avviso la sua funzione nella società odierna ?

Poche persone si interrogano sul perché del loro interesse per l’astrologia; ed é per questa ragione che l’utilizzano male, in funzione dei valori che oggi si dovrebbero mettere in discussione e in dubbio. L’Astrologia é soltanto un mezzo per giungere a qualcosa di non astrologico; dal momento in cui un essere umano s’impegna nella ricerca della sua vera identità, l’astrologia può essere uno strumento molto valido. Utilizzarla nel modo in cui la si utilizza oggi é un gioco da salotto, non ha nessuna relazione con i bisogni essenziali dell’Uomo ed è per questa ragione che abbiamo cercato di far capire che il vero obiettivo dell’astrologia é quello di aiutare le persone in funzione delle loro vere esigenze. L’astrologia é uno strumento a nostra disposizione. Se sapete interpretare questo simbolo in funzione dei bisogni essenziali dell’uomo, avete quindi ciò che chiamiamo Astrologia Umanistica e Transpersonale. Ma é soltanto per coloro che hanno già intrapreso la via della ricerca personale. Le persone che non sentono ancora la necessità di questo tipo di vita, non possono utilizzare questa astrologia perché non li riguarda e non la capiscono. Ma noi vogliamo sempre vedere UNA astrologia, invece di capire che l’astrologia può essere applicata a qualsiasi cosa. Ci sono centinaia di astrologie. Quello che é essenziale da capire, in fondo, oggi, con le conoscenze anche scientifiche dell’universo, é la globalità della terra e il fatto che l’umanità é Una. E siccome ora l’umanità, nel suo insieme, é in un periodo di transizione tra due modi d’essere, noi che siamo nati durante questa transizione abbiamo qualcosa da fare, non soltanto per la nostra salvezza (incolumità) ma anche come parti di questa umanità, affinché attraversi questa transizione in modo positivo. In base al nostro agire, ci orientiamo verso un terribile abisso o verso qualcosa che può essere meraviglioso, questo dipende da noi. L’astrologia é qui per mostrarci che il momento é arrivato e quella umanistica cerca di farci capire che siamo responsabili del nostro destino. Noi non siamo soltanto degli esseri passivi, sollecitati e spinti da tutte le parti, ma anche esseri che devono porsi delle domande : ” Chi sono ?, Perché sono qui ?, Cosa devo fare ? “… E l’astrologia ci indica in modo definitivo, visto che il nostro tema di nascita é l’espressione dell’universo in un momento e luogo definito, che siamo un’espressione dell’universo stesso. La maggioranza delle persone resta cieca a questo destino essenziale, e vivono tutto, salvo quello che sono, talmente influenzati dalla società che vuole o dice che essi sono semplicemente dei ‘campioni’ della collettività, che non sono neanche degli individui nel vero senso del termine. Ma se volete individualizzarvi, se volete prendere posizione rispetto a questo modo generalizzato di capirci e capire le cose, l’astrologia ci mostra come potete farlo nel vostro caso particolare, perché siete un espressione particolare di ciò che é universale. L’astrologia diventa importante, anche psicologicamente, rispetto alla falsa attitudine della scienza del XIX secolo che domina ancora la maggioranza dei concetti scientifici nel mondo, anche a livello delle università, e non ha voluto dare un senso all’individuo. Ci hanno ridotto ad un semplice numero, granello di sabbia smarrito in un universo immenso senza importanza, senza nessuna volontà, senza nessun obiettivo.Allora le persone che si perdono in una città dove non hanno neanche la possibilità di comunicare con gli altri si sono completamente alienate. Si parla del bisogno di comunicare e la solitudine psicologica é ovunque molto diffusa. Non riusciamo a dare più nessun senso alla nostra vita ed é questo che ci rende tristi. L’astrologia é una controparte di questo atteggiamento scientifico che non ha niente da dire all’individuo come tale, che lo riduce ad una determinata categoria senza tener conto delle sue particolarità e dei suoi bisogni particolari. Molte persone si avvicinano all’astrologia proprio perché la loro vita può assumere un senso; molti psicologi hanno sottolineato il fatto che dare un senso alla propria vita é l’elemento più importante per la salute della persona, molto più importante che l’avere molti soldi o da mangiare. Se non riuscite a dare un senso alla vostra vita, tutto ha tendenza a crollare. Se gli astrologi avessero capito l’impiego dell’astrologia in questo senso, corrisponderebbero ad un vero bisogno e aiuterebbero le persone a riprendere le redini della propria vita, a trovare il senso della loro esistenza e questo li aiuterebbe a sapere da quale tappa é necessario passare. Questo é più o meno il senso che attribuiamo all’astrologia.

Ruperti e Rudyar

Da quanto tempo si interessa di astrologia ?

Da piu’ di 50 anni. Agli inizi mi sono interessato all’astrologia, come ad un mezzo che mi avrebbe potuto dare la possibilità di capire l’uomo e il suo funzionamento. Ho studiato la tradizione. Ho seguito dei corsi di un astrologo professionista per imparare a redigere un tema. Ho letto tutti i libri che esistevano all’epoca. Sono diventato membro della Loggia Astrologica di Londra che era, in fondo, una parte del movimento teosofico. Non ero teosofo, ma la Loggia Astrologica era l’organismo più serio dell’epoca. La rinascita dell’astrologia in questo secolo in Gran Bretagna é stata più legata a una via spirituale che qui in Europa, dove la teosofia é un qualcosa che non ha mai messo radici, o perlomeno non in Francia. Mi ricordo che agli inizi, nel 1976-77, qui a Parigi, quando si parlava di karma, tutti sorridevano. Ora tutti parlano di karma e leggono dei libri a riguardo. Ma in quell’epoca, presentare l’astrologia in questo modo era considerata “una pura sciocchezza, qualcosa di nessun valore ” – non si può dire altrimenti. Anche oggi, con il lavoro che facciamo per presentare le idee di Rudhyar, ci sono degli astrologi che assumono un atteggiamento molto ostile contro quello che siamo.

Quando siete entrato in contatto con l’astrologia di Rudhyar ?

Nel 1936, periodo in cui volevo abbandonare l’astrologia, cosi come era, perché non corrispondeva alle mie aspettative. Quando avete iniziato ad interessarvi di astrologia vi ponevate un certo numero di domande a cui non avevate trovato delle risposte ? Si, e ve ne spiego il motivo. Nei libri si dice che ogni posizione planetaria significa questo o quell’altro; ma per quanto riguarda la logica del sistema : ” perché questo in particolare ? “, nessuno vi diceva niente a questo proposito e non ero capace, all’epoca, di trovare una risposta. Fu nel 1936 che mi fu segnalata l’imminente pubblicazione di un libro che cercava di riformulare l’astrologia in funzione del pensiero del XX secolo. Questo testo avrebbe spiegato tutti i ” perché ” del simbolismo astrologico. Ho ricevuto il libro per Natale ed era scritto da Dane Rudhyar del quale non avevo mai sentito parlare. Quel libro mi ha completamente sconvolto, e sono subito entrato in contatto con lui, per posta naturalmente perché era negli Stati Uniti. Mi rispose subito e in modo molto gentile. Sono rimasto in contatto con lui perché ciò che diceva era molto evidente. Lo sapevo già ma esprimeva questi concetti in un linguaggio talmente fantastico per me. E ciò che traspariva era molto più dell’astrologia. L’astrologia é soltanto un modo di vivere in funzione di una certa qualità d’essere che cerchiamo di sviluppare. Al di fuori di questo, non ha senso, psicologicamente parlando. Quindi ho seguito tutto ciò e cercato di far conoscere questa corrente di pensiero; inizialmente in Inghilterra prima della guerra, poi in Svizzera dove sono arrivato nel 1939 per le vacanze; la guerra scoppiò in quel periodo. Sono rimasto in Svizzera perché mia madre era invalida, non poteva camminare, e non potevo lasciarla così. E fu in quell’epoca che iniziai a tradurre in francese le idee di Rudhyar. Subito dopo la guerra, ho organizzato dei seminari il cui contenuto é stato scritto e messo in circolazione, anche qui in Francia. Fu questa la mia attività fino al 1952 circa, periodo in cui ripresi il mio vero lavoro che era nell’ambito medico. Allora, per circa 20 anni, non ho fatto dell’astrologia ; ero occupato nel curare le persone. Fu nel 1973 che ho ricevuto una lettera di Rudhyar che mi chiedeva se mi andava di rappresentare la Svizzera all’interno di un movimento internazionale che stava per formarsi per la ricerca astrologica; cercava dei rappresentanti per ogni paese ed aveva suggerito il mio nome per la Svizzera. Come fu lui a chiedermelo, dissi : ” Bene, lo faccio “. Quel movimento organizzava un congresso ogni anno in un paese diverso e non sono potuto andarci il primo anno, ma in seguito sono andato in Canada, a Montréal. Il mio modo di spiegare Rudhyar riscontrò un grande interesse. Molte persone amavano ciò che diceva Rudhyar ma non riuscivano a capire come me. Ed ero diventato una specie di ponte tra lui e i giovani che iniziavano ad interessarsi al suo pensiero. Soltanto alcuni dei suoi libri erano stati tradotti; i primi due, dopo la prima edizione erano esauriti e non erano stati più pubblicati. Fu un editore dei Paesi Bassi che aveva ascoltato Rudhyar quando era venuto in Europa, che disse : ” M’incarico a mie spese di pubblicare i Suoi libri e di distribuirli negli Stati Uniti ” e fu cosi che questo iniziò. All’improvviso i libri sono arrivati sul mercato dai Paesi Bassi e sono stati venduti in pochissimo tempo. In seguito, naturalmente anche gli editori americani se ne sono accorti.

Dane Rudyar

Come si spiega che ad un certo momento vi siete incontrati ?

Si parla di sincronismo. Quando giunge il momento per una determinata cosa, si é sempre messi in relazione con le condizioni che rendono il tutto possibile, ed é a noi che tocca cogliere l’occasione, o di passarci accanto perché abbiamo gli occhi chiusi. Ma se c’é un vero bisogno interiore, c’é sempre qualcuno o qualcosa che viene per aiutarci nel fare il prossimo passo, se si é veramente onesti nella propria ricerca, si Leggi l’articolo completo

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Lidia Fassio / Eridanoschool: Quando l’amore fa soffrire (Astrologia Psicologica)

Vi offro la possibilità di ascoltare una lezione di Lidia Fassio che può interessarci a tutti:quali sono gli aspetti nella nostra carta natale che ci danno un’idea del nostro modo di relazionarci e di soffrire per amore,e soprattutto quali sono le nostre possibilità di risolvere il conflitto….

Prima parte

Seconda parte

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Omaggio a Dane Rudhyar: la luce dello Spirito

direttamente dal sito

Nadir Logica Astrologica

un articolo di Claudio Crespina

“Scrive STEINER che l’uomo come creatura individuale, legata ai sensi può indagare le cose per ogni verso, ma se non fa rinascere spiritualmente in sè la percezione delle cose, non può conoscere nulla della loro essenza (Nadir).

Se c’è una un punto fondamentale del pensiero e dell’opera intera di DANE RUDHYAR che getta una luce davvero nuova all’Astrologia tutta alt(comprensiva di tradizione antica) e a qualunque forma di psicologia dell’inconscio fu ed è la sua FEDE, la sua visione lungimirante capace d’intuire l’ordine universale e la sua logica.

Questo sentimento illuminato si trasformò e continua a trasformarsi come vortice temporale, perlomeno per chi, come me, ha a cuore il significato profondo del dettato astrologico, in un insegnamento potente, non teorico, vivo, sensoriale, luminoso, vitalizzante, tale che i suoi scritti, sebbene malamente tradotti in italiano, donano, o meglio dovrebbero donare, a chi ha la fortuna e la volontà di bearsene, una vera illuminazione, anche se l’accesso alla sua logica sembra, ad una lettura sbrigativa e superficiale, essere vietato ai più. Una sua frase trasparente il suo profondo concetto di fede dice:…” Se uno crede totalmente alla validità delle grandi immagini della tradizione cristiana, questa persona tenderà a figurarsi senza dubbio un personale onnipotente Dio d’amore. Egli crederà, come dice il Vangelo che “con Dio tutto è possibile”. E crederà anche nel potere infinito della Grazia di Dio. Noi dobbiamo credere senza ombra di dubbio che nella nostra vita Dio è una presenza costante consapevole di tutti i nostri bisogni,pronta ad assisterci nella nostra liberazione o redenzione dalle oscillazioni dualistiche, dalle paure e dalle passioni della nostra esistenza biologica ed egocentrica. Dobbiamo lasciare che Dio ci indichi la nuova meta, la vibrante nuova via di vita che segue alla nostra rinascita. La grazia divina ci dona il ppotere di neutralizzare le tendenze karmiche del nostro passato, residuo di opere incompiute in cicli passati e le negative tracce cosmiche di antichi atti perduti nell’oblio. Dobbiamo prima di tutto svuotare la nostra coscienza da tutte le presenze fantasmatiche e da tutte le tendenze inconscie per essere radicalmente ripotenziati”….

Quando si percepisce con l’ispirazione la presenza di Dio nella vita dell’uomo in termini di Grazia, di indubitabile e continua protezione rispetto a tutte le nostre necessità evolutive, si pone inevitabilmente il problema della NON COMPRENSIBILITA’ di questa dimensione profondamente inconscia della realtà attraverso i nostri naturali strumenti conoscitivi: quello cioè che nel suo insieme viene chiamato il pensiero logico-discorsivo.

Dunque se la realtà nella sua vera essenza non può essere compresa attraversoalt una conoscenza “razionale” ecco che l’unico modo di raggiungerla è costituito dalla comprensione spirituale o illuminazione. In pratica la percezione sensibile, quella per la quale io sono io e quell’oggetto è quell’oggetto, distinto e separato da me, se è del tutto necessaria nella vita in quanto mi porta alla possibilità di orientarmi nello spazio,di conoscerlo,di analizzarlo non può però farmelo conoscere nella sua essenza, in quanto soltanto con la “comprensione spirituale”,(NADIR) posso comprendere l’essenzialità di tutte le cose (ASSE ZENIT-NADIR), che essendo accomunate nello spirito, possono divinire puto di partenza per la comprensione di tutta la verità. Ma è necessario che cada quella barriera costituita dalla percezione sensibile (moto planetario sull’eclittica: moto dell’Ascendente e del Mediocielo), quella barriera cioè che delle cose fa vedere soltanto il lato sensibile e non la natura spirituale (l’Essenza).

Al limite del sapere, del nostro sapere, c’è come una barriera oltre la quale non c’è più strada se si continuano ad utilizzare gli stessi strumenti mentali.In quel momento ci rensdiamo conto che le nostre nozioni e dunque la nostra esperienza con le cose sensibili sono insufficienti a cogliere l’essenza (il Nadir).Per andare oltre si rende necessario un salto, uno slancio, e proprio chi come me e altri colleghi, si occupano di Astrologia in modo serio e approfondito (d’altronde come unico modo possibile, aldilà dei pressapochismi insignificanti di certi astrologi, o presunti tali, che affossano una arte sublime in un mercimonio indecente di dati cognitivi e manipolazione magico-fieristica da paese sottosviluppato) non può non vedere questa strada necessaria tracciata per superare le anguste specifiche dei dati statistici solo computerizzati, che suffragano in modo generico e stereotipato nozioni generalizzate di basso livello mentale (Mondo cosiddetto …”reale”).

RUDHYAR con la sua capacità trascendente e spirituale, da bravo Sagittario alto, ha eseguito questo salto, ha sperimentato questo slancio, (che venivano indicati dagli antichi mistici Cristiani, sia dagli iniziati induisti con i Veda, che dai profondi scritti esoterici israelitici ed egiziani) indicando, secondo me, la strada vera e alta dell’Astrologia, come scienza dello Spirito e dell’Essenza.(cfr. Alessandro GUZZI) Egli aspira a che gli studiosi con ardore e slancio vadano aldilà delle nozioni codificate e dei dati empirici che appunto appartengono al pensiero materialistico e razionale e invita a ridiventare come bambini, riacquistare cioè una sorta d’innocenza, quello che Rudhyar chiama “stato verginale”, fondata anche sul dubbio profondo che sempre dovremmo sentire nei confronti del nostro stesso pensiero logico, tendente per natura a cristallizzarsi saturninamente.

Claudio Crespina

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Ecate,la triplice dea

Voglio proporvi una ricerca davvero esaustiva dal sito IlcerchiodellaLuna su una delle Dee lunari più controversa e difficile,Ecate

Armativi di pazienza e taccuino per appunti..perchè ne vale la pena

“Se tento di rappresentarla alla mia mente, vedo una donna che mi fa cenno di andare verso di lei. Mi incita a mietere l’intero raccolto che posso avere da me stessa, ad andare oltre ciò che percepisco come confine e che in realtà è la parete di una gabbia che io stessa ho contribuito a costruire.”

by IlcerchiodellaLuna

Ecate la giovane e l’anziana, Ecate l’esploratrice della psiche, Ecate levatrice e accompagnatrice dei morti, Ecate Dea dei crocicchi, Ecate la potente e la saggia, Ecate trivia, Ecate la multiforme.

Ci è piaciuto dare particolare rilievo alle sue origini da levatrice e alla sua valenza di saggia e anziana, per dare spazio ad un tema che da tempo desideravamo trattare, l’incontro con la menopausa, l’età del vero potere di ogni donna.

Il nome

L’etimologia più diffusa del nome Ecate la fa derivare dall’equivalente femminile di Hekatos, un oscuro epiteto di Apollo (Ecate e Apollo erano spesso abbinati nei luoghi oracolari). E’stato tradotto in vari modi, come “che colpisce, che opera da lontano”.Secondo altri, il nome deriverebbe dal termine greco per “desiderio, volere”, in riferimento al suo potere di realizzare i desideri dei mortali.Per altri ancora il suo nome avrebbe la stessa radice della parola greca “cento”, allude alle molte forme che lei può assumere: Ecate, discendente dei Titani, la “multiforme”.Fra le dee mediterranee, colpisce la vicinanza del nome Ecate con quello della dea-levatrice egizia Heqit, Heket o Hekat.L’anziana era la matriarca tribale dell’Egitto pre-dinastico ed era nota come una donna saggia. Heket era una dea dalla testa di rana che era connessa con lo stato embrionale quando il seme morto si decompone e inizia a germinare. Ella era inoltre una delle levatrici che assistono ogni giorno alla nascita del Sole. Tutte queste analogie con Ecate, al di là del nome, farebbero pensare ad un originario archetipo comune.Da ultimo, sempre in ambito egizio, Heka era il termine per indicare la magia (vi era una dìivinità Heka, spesso rappresentata come una combinazione di molti dei), legata al termine ka, energia vitale, anima o spirito, per cui heka era letteralmente il “rendere attivo il ka”.

Le origini

Antica dea legata alla fertilità e al ciclo della vita, Ecate entra quindi nel mondo greco e viene descritta come una dei Titani, sebbene le sue origini fossero antecedenti al pantheon olimpico. Essendo esistita prima che le tre ondate di Ioni, Achei e Dori invadessero la Grecia, Ecate prese il suo posto tra le altre divinità pre-elleniche come Afrodite, Artemide, Atena/Metis, Demetra, Persefone, Gaia, Era, Rea, eccetera.

La tradizione più antica la riconosce come una divinità pre-olimpica e ne fa la figlia di Erebo e Notte.Fino a quando il suo collegamento alla fecondità non venne oscurato, si disse che era la madre di Circe o delle Tre Grazie.

Nella Teogonia di Esiodo si afferma che Ecate era figlia dei due titani Perse ed Asteria, entrambi simboli della luce splendente. Esiodo la descrive come Regina delle Stelle, figlia della vergine madre Asteria (stellata) e destinata ad ereditare il trono di Regina del Cielo.Asteria era una delle sorelle di Leto, che diede alla luce Apollo e Artemide, facendo dunque di Ecate una cugina di Artemide.A riprova dell’alta considerazione che i greci avevano per le antiche origini di questa Dea, fu a Lei riconosciuto un potere posseduto da Zeus : quello di concedere o vietare all’umanità la realizzazione dei desideri.Di fatto la documentazione che la riguarda è alquanto scarsa e nell’ambito della mitologia greca sono poche le interazioni che ebbe con le altre divinità e questo potrebbe avvalorare la tesi circa sue antichissime origini.

I simboli di Ecate

Ecate custodisce e presiede i crocevia: qualunque incrocio, in particolare quello di incontro di tre vie, è a lei sacro ed un tempo vi erano edificate edicole ed effigi in suo onore.Molte credenze e rituali di derivazione contadina approdano nella loro fase culminante proprio nei crocevia e ai trivi. Proprio in questi luoghi si portano le offerte in suo onore. Poste agli incroci di tre strade, le statue di Ecate proteggevano i viandanti, aiutandoli a scegliere il percorso giusto e ad individuare i passaggi meno rischiosi. Ecco perché in alcune rappresentazioni Ecate ha addirittura tre teste, ognuna che guarda in una diversa direzione.La cristianità ne ha fatto invece territorio diabolico dove vi si seppellivano i suicidi. Il crocicchio è, al contrario, un posto di concentrazione di energie: le strade, i cammini, i destini si incrociano e portano ad una scelta. Ecate è la dea delle scelte e della libertà di scelta.

La torcia è come abbiamo detto uno degli attributi fondamentali di Ecate, luce che illumina le tenebre, sapienza divina, essenza divina di luce. La torcia di Ecate serve a illuminare le anime nel loro passaggio dalla luce all’oscurità, ma anchead accendere la scintilla della vita per farla uscire dalle tenebre.  – Ecate presente in molti luoghi oracolari (es Sibilla Cumana) ci parla anche di due facce della luce di saggezza: quella apollinea della luce diurna e quella interiore di Ecate notturna.

Il coltello appare in molte rappresentazioni di Ecate, forse associato al suo ruolo di levatrice (per tagliare il cordone ombelicale), ma è associato anche al suo ruolo di accompagnatrice nella morte, dove taglia i legami fra il corpo fisisco e lo spirito.

Quello della chiave è un attributo significativo di Ecate guardiana delle soglie.Hekate Kleidoukoz (Kleidoukos) è “Colei che tiene la chiave” che controlla il passaggio dal mondo della superficie al mondo ctonio dell’Ade., dal regno del conosciuto a quello dello sconosciuto. Ecate guida di Persefone agli Inferi è anche la custode dei misteri, la sacerdotessa che trasmette i segreti della conoscenza.

Appartenente al mondo animale è il simbolo del serpente, associato all’idea del labirinto.Il serpente è animale che emerge dal mondo ctonio, associato alla rigenerazione e al rinnovamento per il suo cambiare pelle.

Nel cosidetto Oracolo caldeo, edito ad Alessandria, la Dea era associata al simbolo noto come ruota di Ecate, con forme serpentine che disegnano una figura labirintica a tre direzioni.

Triplicità, vita morte e rinascita, rinnovamento e altri dei suoi significati sono racchiusi in questo simbolo.

Il cane è invece simbolo dell’Oltretomba, antica guida per i morti.Le apparizioni o la presenza di Ecate ai crocicchi era manifestata proprio dai latrati lontani dei cani. Numerosi sono i simboli che condivide con la figura di Cerbero, custode dell’Ade.

Altri animali simbolo di Ecate sono i cavalli e i gatti neri. La civetta è sua messaggera. I suo carro è tirato da dragoni.

Una e trina

Il mito di Ecate ed il simbolismo ad esso associato sono assai complessi. Essa è contemporaneamente una e trina, in quanto riunisce in sé i tre aspetti, che sono stati visti da alcuni contemporanei come quello di fanciulla, di madre e di anziana (da cui il nome latino Trivia).

Per gli antichi greci le divinità femminili associate alla Luna erano principalmente tre: Selene (la luna piena), Artemide (la luna nuova) ed Ecate (la luna calante), in seguito riprese dalla civiltà romana, con i nomi di Luna, Diana ed Ecate . Ella sarebbe la rappresentazione di uno dei tre aspetti della madre terra, Demetra, che annoverava anche la vergine Persefone e la saggia Ecate, lo stadio finale della crescita di ogni donna. In virtù della sua natura trina, viene vista anche come dea del tempo e del destino, affine alle Parche e alle Moire, per la sua capacità di guardare al passato, al presente e al futuro.

Sempre tre sarebbero i mondi cui appartiene, essendo in grado di attraversare liberamente il mondo degli Inferi, quello degli uomini e quello degli Dei.

Così cita lo scrittore latino Ovidio, nei “Fasti”:

“…le facce di Ecate si volgono verso tre parti / perché guarda i crocicchi che si dividono in tre strade…”

Questo presiedere ai crocicchi formati da tre strade ci ricorda peraltro una realtà fisiologica: è analogo al modo in cui funziona il sistema nervoso umano, per i suoi triplici incroci interni.

I suoi poteri

Come abbiamo visto, già nel nome Ecate è profondamente connessa all’idea di potere, potere magico. Le ‘parole di potere’ (o incantesimi) sono collegate ad Ecate: il termine egiziano ‘heka’, ciò che rende attivo il ka, indica il dare voce a un intento, in modo che gli effetti si manifestino immediatamente dopo che esso ha lasciato le labbra di chi lo esprime. La magia della volontà, della volontà che si esprime e crea.

Nonostante le sue rare apparizioni nell’ambito dell’Olimpo, Ecate mantenne il dominio su cielo, terra e mondo sotterraneo, nonché il ruolo di custode della ricchezza e delle benedizioni della vita. Come abbiamo visto Zeus stesso non osò destituirla, sebbene il potere di Ecate fosse rimasto grande quanto- se non più- del suo. Anzi la onorò al punto di concederle l’antico potere di donare o negare ai mortali i loro desideri. Tra i suoi attributi riconosciamo anche l’onniscenza, in quanto conosce passato presente e futuro di ognuno, e in virtù di ciò simboleggia il collegamento fra le vite passate e quelle che dovranno venire.

Viene infatti rappresentata con un libro in una mano ed una torcia nell’altra, a indicarne la profonda conoscenza e saggezza ed il suo ruolo di guida nell’oscurità.

Conseguentemente alla sua associazione con Persefone, e alle sue origini come Heket, la dea levatrice egizia (di cui parleremo più avanti), ella è connessa con il concetto di morte e rigenerazione. E’ suo compito infatti accompagnare le anime nel regno dei morti, ma lei fa anche il percorso inverso, cioè conduce dalla morte alla vita e sin dalla nascita illumina la strada nell’oscurità, dunque rappresenta anche il coraggio di avventurarci dove non conosciamo la strada, il coraggio di andare oltre i nostri limiti. Ecate, quindi, è il collegamento tra il mondo dei vivi e quello dei morti, che unisce tenebre e luce. Il buio è anche ciò che per noi è ignoto, l’inconscio, quanto nella nostra vita è nascosto ma presente. Ecate è la torcia che fa luce in questo reame sconfinato che spesso neghiamo, o forse non riconosciamo, di avere. La sua funzione è di guida, illuminazione e libertà. In tel senso, è simile a Virgilio: accompagnatrice saggia, ella ha la funzione di indicare le vie dei regni inferi, di illuminarle, lasciando a chi viene da ella accompagnato il suo percorso. Ecate è anche esperta nelle arti della divinazione. Ella dona agli umani i sogni e visioni che, se interpretati saggiamente, portano a grande chiarezza. Come abbiamo già accennato, era una delle dee legate agli oracoli delle Sibille.

La luna calante

Ecate vista come rappresentante la fase calante della luna, ci reca l’immagine della donna nell’età che coincide con la menopausa e la post-menopausa. Un tempo che contiene in sé la fanciulla e la madre, ma che di esse non conserva più gli obblighi, solo i doni. Contrariamente a quanto si pensa delle donne anziane, questa è una fase della vita in cui vi è saggezza, capacità introspettiva, ma anche indipendenza e potere sessuale e creativo.

L’anziana è l’agente del cambiamento e della trasformazione, poiché l’aver vissuto la pienezza della vita le permette di abbandonarsi all’oscurità e alla trasformazione, accogliendo il mistero della morte.

E’ questa Ecate, o Baba Yaga, o la Nonna Donna Ragno o la Morrigan ed altre ancora, antiche dee che rappresentano quella fase delle vita in cui è possibile, finalmente libere dai ritmi produttivi della giovinezza, sviluppare il lato magico, lasciando finalmente emergere la sciamana, la donna medicina o la guaritrice di campagna che è presente in ognuna di noi.

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UN PESCI AUTENTICO : ALBERT EINSTEIN

SU “UOMINI IN PALCOSCENICO”

Vi propongo un viaggio nuovo..tentiamo insieme un’interpretazione ..su uno degli uomini più geniali del ’900

GENIO E SREGOLATEZZA

Albert Einstein nasce il 14 marzo 1879 alle ore 11.30 aUlm in Germania

Sebbene Albert a 2 anni,con grossa apprensione di sua madre non aveva ancora mai detto una parola ,questo non gli impedì di diventare uno dei GENI più FAMOSI dell’immaginario collettivo .Un Ascendente nel segno del Cancro, Mercurio e Saturno congiunti, in Ariete, Marte in Capricorno in sestile al Sole e in trigono a Plutone, sono i segnali di una mente caparbia e suscettibile..una testardaggine spaventosa..ma anche un’anima facile all’offesa e alla riservatezza. Dunque un uomo sensibile e creativo,proprio del suo elemento acqua (suonava il violino). Lunatico, tutto assorto a guardare il cielo e a perdersi nelle sue meraviglie, come ben si conviene ad un Pesci con Giove in Acquario. Il suo Sole è in decima casa ..un viaggio che che tende alla realizzazione massima delle proprie aspirazioni..ma anche il viaggio di un uomo profondamente generoso e ,a mio avviso molte delle sue straordinarie intuizioni scientifiche erano insite nel suo dna.Un uomo insofferente alle restrizioni,il suo Urano è in terza casa, quella del piano mentale, degli studi, opposto a un Giove in nona che ha contribuito a donare all’umanità intera un genio unico al mondo,un talento straordinario ma nello stesso tempo un uomo originale e dallo stampo simpatico,un curioso,un burlone eccellente.

“Non ho particolari talenti, sono solo appassionatamente curioso” (Albert Einstein).

“Nel 1955, ad una settimana dalla sua morte, accetto di porre il suo nome a fianco di quello di altri sette premi Nobel su un manifesto che chiedeva la messa bando delle armi nucleari. Il contenuto di questo documento pacifista, che rappresenta il suo testamento spirituale, si conclude con le seguenti parole:

“Noi rivolgiamo un appello come esseri umani a esseri umani: ricordate la vostra umanita&grave e dimenticate il resto. Se sarete capaci di farlo e&grave aperta la via di un nuovo paradiso, altrimenti e&grave davanti a voi il rischio della morte universale”.” Morì nell’aprile del 1955 a Princeton. Fu cremato, e le sue ceneri sparse in un luogo segreto.

Grazie per la tua vita caro Albert..dedicata all’umanità tutta,un pesci straordinario ed un uomo davvero speciale.

Se volete leggere la sua biografia vi invito a leggere su

www.castfvg.it/…/biografie/einstein_albert.htm

Ecco la sua Mappa Natale

Calcolata su

ASTROLOGIA IN LINEA

(Per maggiori dettagli clicca sul nome)

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Incontro con la “Terra”

Tratto dal sito IL CERCHIO DELLA LUNA

Simboli, Archetipi ed Energie

La Terra è l’elemento di tutta la natura, nei suoi tre regni minerale, vegetale ed animale, considerata da molte tradizioni il piu’ sacro e divino tra gli elementi.

Fertile e creativa, nutriente e rigogliosa, racchiude in sé sia le caratteristiche piu’ poetiche di grembo accogliente e materno che accoglie la vita e la nutre, che quelle piu’ “terrene” della costanza, la pazienza, la forza.

E’ materia pura, contrapposta allo spirito, che è aria e fuoco. Secondo le culture matriarcali, essa è il principio femminile per eccellenza, la Grande Madre aperta all’intervento fecondo del cielo. Nelle sue viscere infatti, essa accoglie e trasforma il seme del dio, al quale la Madre dà potenza. Essa stessa è quindi dotata di potenza magica.

La Terra crea e conserva la vita evitando ogni spreco, consapevole che ad ogni estate seguira’ l’inverno, nel ciclo delle stagioni, che è poi il ciclo della vita.

Essa è un’energia stabile, duratura, radicata e solida, fortemente connessa alla realtà quotidiana, al mondo dell’esperienza e dei sensi, e al contempo materna e nutriente.

I segni zodiacali appartenenti all’elemento di Terra sono il Toro, la Vergine e il Capricorno e rappresentano rispettivamente la terra fertile e selvatica, la terra coltivata e la terra invernale.

Quando la luna si trova nei segni di terra (Toro, Vergine, Capricorno) tutte le opere e i riti basati sulla terra hanno migliore riuscita: seminare, piantare e trapiantare, estirpare (in luna calante), lavori con i cristalli, purificazioni con il sale e la terra (in luna calante).

Le parti delle piante corrispondenti a questi giorni sono le radici.

Secondo le culture di stampo matriarcale, essa è il principio femminile per eccellenza, la Grande Madre aperta all’intervento fecondo del cielo. Nelle sue viscere infatti, essa accoglie e trasforma il seme del dio, seme al quale la Madre dà potenza. Essa stessa è quindi dotata di potenza magica. Materia contrapposta allo spirito, ma contemporaneamente indispensabile all’equilibrio dell’universo stesso.

La cultura sciamanica ha sempre tenuto in grande considerazione la Madre Terra, nutrendo per essa un profondo Amore e rispetto e beneficiando dei suoi frutti e dei suoi Spiriti.

Come in ogni cultura antica di stampo naturale, l’uomo è sempre stato ritenuto un elemento facente parte di questo universo, uno dei figli della terra stessa, una particella inserita in un contesto più ampio. Con l’avvento delle culture antropocentriche, la Natura è stata depredata e ferita nella sua sacralità: l’uomo è diventato il dominatore di tutte le cose, e animali, boschi, alberi, acque e la terra stessa, ne hanno fatto le gravi conseguenze, con effetti che inevitabilmente si riflettono sull’uomo stesso.

Lo Sciamanesimo beneficia della Terra (così come l’Acqua, il Fuoco e l’Aria) e dei suoi Spiriti per conoscere, per imparare, per guarire, per divinare, per Viaggiare…

Simbolismo:

La Terra è un’energia yin, come l’acqua, femminile e ricettiva.

La sua direzione è il Nord

lo strumento il pentacolo.

Il suo simbolo per eccellenza è l’albero, che assume in sé i concetti di saggezza, sacralità e potenza divina, oltre che essere il mezzo di trasporto attraverso gli stati dell’essere e del cosmo.

Tutte le creature con gli zoccoli, come i cervi, i cavalli e i bisonti, o con le zampe, come gli orsi e i lupi, sono sotto la sua tutela.

Le Dee della Terra sono Demetra, Freya, Parvati;

gli Dei Dioniso, Cernunno, Osiride e Pan.

Gli spiriti di natura della Terra sono gli gnomi.

Magia di terra

La magia della terra porta creativita’, concretezza, radicamento, prosperita’ e vita. Prendersi cura della natura e dell’ambiente, rispettarla e riconoscerne la sacralita’, è gia’ un principio di magia.

Forze naturali facenti parte della Terra.

Ecco riportati di seguito i principali elementi della Terra.

Tali elementi si esprimono in modo simbolico, energetico e “sottile”

Caverna: Consente l’accesso nelle viscere della terra ed è quindi un passaggio per l’Oltremondo. In genere le caverne sono luoghi oscuri e talvolta pericolosi, dove la luce del sole non giunge e quindi più a contatto con le potenze telluriche. Sono altresì popolate dai Nani, custodi delle ricchezze della Terra.

Valle Per la sua immagine richiama l’utero della terra, ricettacolo delle forze celesti. È dunque un luogo di fecondità e di trasformazione.

Erba La crescita dell’erba esprime l’attività delle forze vegetative della terra che vengono raccolte e rese disponibili a fini medicamentosi e terapeutici, oltre che magico-rituali.

Colline e montagne Le colline e montagne sono luoghi dove vivono Spiriti e Divinità.

Maggiore è l’altezza della montagna, maggiore è la vicinanza ai cieli, poiché aumenta la distanza dalla civiltà. Tutto ciò crea un senso di isolamento che permette momenti di profonda interiorizzazione.

Bosco E’ il luogo sacro e iniziatico per eccellenza abitato da forze sovrannaturali. Esistevano culti veri e propri legati ai boschi, a tal punto che le leggi cristiane nell’Uppland svedese ne proibirono il credo e le Pratiche.

Come aspetto iniziatico, il bosco è luogo dove si va per incontrare Spiriti e Dèi. È anche il luogo dove ci si apparta per un periodo di rigenerazione in attesa di entrare nel nuovo ciclo di vita.

Luogo di rigenerazione ma anche di Conoscenza, presenta talvolta spazi pericolosi come ogni luogo iniziatico. E’ però altresì fonte di vita e area di protezione così come si allude nel mito nordico nel quale Lif e Lifthrasir trovano rifugio durante il Crepuscolo degli Dèi, nutrendosi di rugiada in attesa dell’inizio del nuovo ciclo.

Albero Partecipa ai tre diversi stati dell’essere e nello stesso tempo ai tre strati dell’universo:

- Utgard, il Mondo di Sotto con le radici che sprofondano nella terra

- Midgard, il Mondo di Mezzo il cui tronco rappresenta il piano di superficie

- Asgard, il Mondo degli Dèi con i rami che si tendono verso i cieli

Legato alla concezione del cosmo, l’albero è immagine dell’ascesa verticale verso i Piani Alti e, come tale, fondamentale nelle culture sciamaniche e di grande importanza nelle civiltà antiche. L’albero assume in sé i concetti di saggezza, sacralità e potenza divina, oltre che mezzo di trasporto attraverso gli stati dell’essere e del cosmo. Spesso nei miti nordici, il guerriero o l’eroe vengono paragonati ad un albero, a simboleggiare la nobiltà dell’essere.

Rami Nutrito dalla linfa che sale dalle radici, il ramo con i suoi frutti, possiede la forza vitale dell’albero stesso. Così come appare nel “Carme di Sigdrifa”, ai rami è connessa la Medicina delle Rune che è poi Medicina Sciamanica. Questa scienza viene insegnata dalla Valkiria Sigdrifa a Sigfrido. Nella Tradizione del Nord, così come in molte altre Tradizioni antiche, la Conoscenza viene spesso trasmessa dall’elemento femminile a colui che supera le prove iniziatiche che gli vengono poste dinnanzi

Viaggio nel mito

“Gaia la Madre terra”

Si può avere la certezza di affermare che qualcosa è esistito prima di Gaia, la Terra?

Difficile immaginarlo, in quanto la nostra mente e i nostri sensi si intrecciano in modo irrevocabile con tutte le esperienze di vita che accumuliamo su questo pianeta. La bellezza di questo emisfero verde e azzurro, popolato da innumerevoli specie di animali, piante e altre forme di vita presenta una magnificienza tale da garantirgli rispetto e protezione.

Gaia è il nome della Dea attraverso cui gli antichi Greci onoravano la Terra.

In base a questa credenza, Gaia, fecondo ventre cosinico scaturito dal primordiale spazio interstellare noto con l’appellativo di Caos, sarebbe esistita prima di qualsiasi altra forma di vita. Gaia ha generato il cielo, da lei battezzato Urano, affinché le tenesse compagnia e facesse l’amore con lei.

Il cielo che si protendeva al di sopra della Terra ha creato molti figli nle grande ventre di Gaia, ma Urano, temendo che la loro forza potesse essere superiore a a sua, ha proibito a Gaia di partorirli.

Nondimeno, a Cronos, il Tempo, il più forte dei suoi figli, Gaia donò una falce fatta con un materiale duro come l’acciaio e simile al diamante: con essa Cronos avrebbe reciso i genitali di Urano ponendosi all’entrata del ventre materno.

Ciò ha permesso a Gaia di creare tutti gli dèi e tutte le dee dell’antica Grecia.

Presso il celeberrimo tempio innalzato a Delfi in suo onore, si recavano le sacerdotesse che gettavano manciate di erbe sacre all’interno di un calderone, ricorrendo al fragrante fumo che ne scaturiva per invocare l’eterna saggezza di Gaia.

Demetra,dea della fertilità

L’archetipo

Demetra rappresenta l’energia materna per eccellenza, la vera nutrice e protettrice dei giovani e vulnerabili. Non necessariamente è la madre biologica delle sue creature, poichè sa nutrire con pari amore anche amici, conoscenti e compagni, che in lei vedono la buona madre sulla cui spalla si può piangere. Il suo senso protettivo e la sua determinazione nel difendere sono leggendarie, come l’orsa che protegge il suo cucciolo. Il suo limite consiste nell’identificarsi nel solo ruolo di madre e nella difficoltà a lasciare andare le sue creature.

La donna che incarna l’archetipo Demetra ha bisogno di comprendere che, come la natura con il ciclo delle stagioni insegna, il cambiamento è parte del ciclo naturale delle cose, e resistere ad esso significa solo ristagnare.

La Dea della fertilità può essere madre di tante creature, di un figlio, di un animale, di un opera d’arte o di un progetto creativo. Ma qualsiasi sia l’oggetto del suo amore, deve imparare a lasciarlo andare, affinchè a sua volta segua il suo percorso.

Il Mito

Antica Dea greca della natura e delle messi, simbolizza l’energia materna archetipica.

Dea di fertilità, presiede al ciclo naturale di morte e rinascita.

Figlia di Rea e di Crono, Demetra è sorella maggiore di Zeus, con cui concepì l’adorata figlia Persefone-Kore.

Ma un giorno Persefone, fresca come un fiore, scomparve e sua madre non riuscì a trovarla da nessuna parte. Piangente, Demetra cercò e ricercò ovunque nelle campagne chiamando a gran voce questa figlia che le era tanto vicina da sembrare quasi un suo doppio, la sua infanzia, la sua giovinezza felice. In preda all’ira Demetra afferrò il suo manto verde-azzurro e quasi senza pensarci lo fece in minuti pezzi e li sparse tra l’erba ovunque come fossero spighe di grano. Ma fiori ed erba appassirono ben presto perché la stessa Demetra era l’origine di ogni crescita e il suo dolore faceva sì che la sua energia abbandonasse le piante, che cominciarono ad avvizzire. Fu così che Chloè (la verde), la gioiosa terra, si trasformò per la prima volta nella Demetra autunnale, dai colori giallo oro.

Il più importante mito legato a Demetra, che costituisce anche il cuore dei riti dei Misteri Eleusini, è la sua relazione con Persefone, sua figlia nonché incarnazione della dea stessa da giovane. Nel pantheon classico greco, Persefone ricoprì il ruolo di moglie di Ade, il dio degli inferi. Diventò la dea del mondo sotterraneo quando, mentre stava giocando sulle sponde del Lago di Pergusa, in Sicilia, con alcune ninfe (secondo un’altra versione con Leucippe) che poi Demetra punì per non essersi opposte a ciò che accadeva trasformandole in sirene, Ade la rapì dalla terra e la portò con sé nel suo regno. La vita sulla terra si fermò e la disperata dea della terra Demetra cominciò ad andare in cerca della figlia perduta, riposandosi soltanto quando si sedette brevemente sulla pietra Agelasta. Alla fine Zeus, non potendo più permettere che la terra stesse morendo, costrinse Ade a lasciar tornare Persefone e mandò Hermes a riprenderla. Prima di lasciarla andare, Ade la spinse con un trucco a mangiare sei semi di melagrana magici, che l’avrebbero da allora costretta a tornare nel mondo sotterraneo per sei mesi all’anno. Da quando Demetra e Persefone furono di nuovo insieme, la terra rifiorì e le piante crebbero rigogliose ma per sei mesi all’anno, quando Persefone è costretta a tornare nel mondo delle ombre, la terra ridiventa spoglia e infeconda. Questi sei mesi sono chiaramente quelli invernali, durante i quali in Grecia la maggior parte della vegetazione ingiallisce e muore.Vi sono comunque altre versioni della leggenda. Secondo una di queste è Ecate a salvare Persefone. Una delle più diffuse dice che Persefone non fu indotta a mangiare i sei semi con l’inganno, ma lo fece volontariamente perché si era affezionata ad Ade.”(wikipedia)

Questa storia greca della grande dea è un’evidente metafora del volger delle stagioni, ma rappresenta anche un tenero archetipo del legame tra madre e figlia. Pur essendo una variante del comune mito mediterraneo che mostra come la terra ami e consumi la sua vegetazione, questa leggenda ha di singolare l’accento posto non sull’amore sessuale tra il figlio che eternamente muore e la madre, ma sul legame familiare tra la materna Demetra e la sua adorata figlia Persefone. Questa figlia, la terra durante la primavera, in realtà era solo un’altra forma della stessa Demetra. In sicilia l’identità tra Demetra e Persefone era canonica: entrambe erano chiamate damatres (madri) e venivano raffigurate in modo indistinguibile. Ma la forma più comune della grande dea era una triade di dee e non una coppia. Molti studiosi hanno setacciato i più famosi miti di demetra sperando di trovare il terzo elemento della triade femminile, la terra invernale, la vecchia carica di età, il seme ibernato.

In generale la riflessione si è soffermata su Ecate, che certamente sembra essere la più simile a una vecchia ta le possibili figure divine del racconto. In più essa compare nei punti cruciali della storia, per esempio era l’unica testimone della scomparsa di Persefone. Dato che difficilmente l’onnisciente terra, Demetra, poteva ignorare ciò che accadeva sulla superficie, è ragionevole pensare che Ecate fosse un aspetto della stessa Demetra in qualità di madre terra.

Il nome e i suoi attributi

Madre terra è solo uno dei possibli significati del nome di Demetra.

La seconda parte della parola significa al di là di ogni dubbio “madre”.

Tuttavia la prima parte si può tradurre altrettanto bene con cereale quanto terra, il che fa di Lei non più la dea della superficide della terra ma solo di quella parte della superficie che è coltivata, quella che sostenta le piante parallela alla Cerere romana. Se il nome damater deriva da radici che rimandano alla madre terra la dea diventa un’altra forma di Ge o Gea. In quanto tale, in certe leggende compare come la compagna di Poseidone* che significa appunto ”il marito di da”.

Il culto

Sia come simbolo dell’intera terra, sia come simbolo della vegetazione commestibile, Demetra era adorata con sacrifici in cui si faceva uso del fuoco, poiché era necessario che le offerte fossero presentate così come si trovavano in natura.

Favi di miele, lana non filata, uva non spremuta, frumento non cotto venivano posti sui suoi altari. Non erano per lei le offerte di vini, dolci e tessuti: Demetra rappresentava il principio dei prodotti naturali, non artificiali.

Ella donò al genere umano la conoscenza delle tecniche agricole: la semina, l’aratura, la mietitura e le altre correlate. Come tale era particolarmente venerata dagli abitanti delle zone rurali, in parte perché beneficavano direttamente della sua assistenza, in parte perché nelle campagne c’è una maggiore tendenza a mantenere in vita le antiche tradizioni, e Demetra aveva un ruolo centrale nella religiosità Greca delle epoche pre-classiche. Esclusivamente in relazione al suo culto sono state trovate offerte votive, come porcellini di creta, realizzati già nel Neolitico.

In epoca romana, quando si verificava un lutto in famiglia, c’era l’usanza di sacrificare una scrofa a Demetra per purificare la casa.

I luoghi principali in cui il culto di Demetra era praticato si trovavano sparsi indifferentemente per tutto il mondo Greco: templi sorgevano ad Eleusi in Sicilia, Ermione, Creta, Megara, Lerna, Egila, Munichia, Corinto, Delo, Piene, Agrigento, Lasos, Pergamo, Selinunte, Tegea, Mesembria, Thorikos, Dion, Licosura, Enna e Samotracia.

Ma la sua festa più importante, dedicata anche a Persefone Kore, veniva tenuta ad Eleusi dove i greci annualmente celebravano i misteri che mettevano l’iniziato in uno stato di grazia e di gratitudine verso la Madre. Durante le feste che duravano tre giorni i mystai imitavano Demetra nella sua ricerca disperata di Persefone rinnnovando poi il tripudio allorchè ancora una volta ella si riuniva con la figlia. Nella loro pantomima erano dapprima Demetra Erynes (irata), furiosa e triste per la perdita di Persefone, poi assumevano il ruolo felice di Demetra Louisa (amorevole), la madre trasformata dal ritrovamento della figlia. In altri luoghi e in altri tempi, Demetra ha avuto altri attributi: Kidaria (maschera), Chamaine (suolo), e la potente Thesmoforos (legislatrice), ordinatrice non solo delle stagioni, ma anche della vita umana.

 

 

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Urano e Giove si affacciano in Ariete

Urano entrerà in Ariete il 28 maggio e vi sosterà al grado 0° fino al 14 agosto per poi rientrare in Pesci dove vi sosterà fino al 12  marzo 2011.

Sarà accompagnato dopo 10 giorni dall’ingresso momentaneo di Giove che lascerà l’amico Pesci dal 7 di giugno..per poi rientrare in retrogradazione dopo aver percorso i primi 3 gradi dell’ariete  fino al 10 di settembre; rimarrà in pesci fino al 23 gennaio 2011.

E’ un avvenimento che desta  non poche preoccupazioni..

Cari amici vi invito a leggere l’articolo di Lidia Fassio:

Urano e Giove si affacciano in Ariete:riflessioni preoccupate di Lidia Fassio

direttamente dal suo sito ERIDANO SCHOOL

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A scuola di Astrologia :Case e Assi astrologiche

A scuola di Astrologia

astrologia


Le 12 case Astrologiche , come e perchè nascono

Ogni casa è caratterizzata da una Cuspide, punto in cui inizia la casa e ogni casa può intercettare uno o più segni zodiacali.

La prima suddivisione basilare è identificare le case Cardinali,che dividono il grafico in quattro parti e formano una croce

La cuspide della 1° casa ,’Ascendente (A.S.).

La cuspide della 4° casa , Fondo Cielo (F.C. – I.C.).

La cuspide della 7° casa ,Discendente (D.S.).

La cuspide della 10° casa, Medio Cielo (M.C.).

L’Ascendente e il Discendente rappresentano l’orizzonte:

Quest’asse orizzontale divide il tema natale in una parte superiore,diurna e una parte inferiore,notturna e rappresenta l’orizzonte locale al momento della nascita. L’Ascendente è l’inizio o cuspide della prima casa. Opposto ad esso, sulla cuspide della settima casa, risiede il Discendente. I pianeti che troviamo vicino all”Ascendente sono in ascesa,appena sorti, mentre i pianeti che si trovano vicino al Discendente sono calanti.

Il Medium Coeli e l’Imum Coeli,rappresentano il meridiano

Quest’asse verticale crea una seconda ulteriore divisione del grafico :una parte sinistra ,Est del meridiano,e una parte destra;ovest del meridiano,dando origine a 2 punti fondamentali: il medio cielo,punto più alto dello zodiaco,e il basso cielo,punto più basso dello zodiaco.

Ognuno di questi quattro quadranti viene ulteriormente diviso in altre 3 parti  dando luogo alle   12 case astrologiche;

Meridiano_Zenith

Esistono diversi sistemi di domificazione per stabilire il punto di inizio o cuspide e la fine di ogni casa;il metodo Placido, è quello più usato dagli astrologi europei.

Ogni casa astrologica rappresenta dunque una porzione di zodiaco compresa tra due punti, la cui ampiezza varia a secondo del periodo dell’anno e dell’orario.

Prima di incominciare va ricordato che LE CASE SONO L’UNICO LUOGO TERRENO DELL’ASTROLOGIA  e che una ACCURATA DOMIFICAZIONE è FONDAMENTALE PER QUALSIASI INTERPRETAZIONE completa.

Dunque l’ora di nascita deve essere il  più esatta possibile  prima di incominciare una qualsiasi interpretazione.

Introduzione alle Assi Astrologiche

Prime nozioni

case

Se noi guardiamo con attenzione una carta natale notiamo che ogni segno ha ovviamente un suo opposto..Così come l’ariete ha per suo dirimpettaio la bilancia e il pesci la vergine..tutti i segni devono viaggiare su quest’asse di opposizione che viene definita un aspetto di grande energia all’interno del tema..

Quello che invece non si vede ma si deve sapere è che ogni asse racconta un particolare “Nodo da risolvere”e nei segni in cui si trova ci dirà quale sarà la nostra modalità di intervenire,come nei pianeti che formano gli aspetti fra di loro ..il lavoro che ci aspetta da risolvere..

Dunque per il momento è importante sapere quli sono queste ASSi e cosa rappresentano:

ASSE 1A-7A :Ariete-Bilancia

IO/SE, IO E L’ALTRO

ASSE 2A-8A :Toro-Scorpione

IO HO/IO LASCIO-MI NUTRO,SONO NUTRITO,

IN 2A/LASCIO ANDARE,TRASFORMO IN 8A

ASSE3A-9A :Gemelli-Sagittario

IO COMUNICO/IO MI ESPANDO –

ENTRO IN CONTATTO CON IL MONDO INTORNO A ME IN 3A/

ENTRO IN CONTATTO CON IL LONTANO ,IL DIVERSO DA ME IN 9A

ASSE 4A-10A:Cancro-Capricorno

IL PADRE/ LA MADRE- LE RADICI / LA CHIOMA

ASSE5A-11A:Leone-Aquario

5a-IO CREO,MI RIPRODUCO,AFFERMAZIONE DELL’EGO/

11a-IO CREO E MI AFFERMO PER GLI ALTRI,COSTRUISCO DELLE OPPORTUNITA’

ASSE 6A-12A: Vergine-Pesci

6a-ENTRO IN CONTATTO CON LE REGOLE DELLA SOCIETA E MI OCCUPO DELLA MIA SALUTE/

12a-VISIONE DEL MONDO SENZA LIMITI E SENZA FORMA ,IL CONCETTO PIU’ ELEVATO DI COMPASSIONE PER IL MONDO

Questa voleva essere per il momento un primo approccio..ma mi fa nascere una riflessione che vi sottopongo:

Il nostro modo di affermarci in questa vita ci chiede di eternarci e di favorire la relazione e l’amore.. Dunque l’asse 1a-7a rimane a mio avviso la fondamentale espressione di come agirò su tutto il resto del tema,anche perchè un ottima integrazione di questo Asse si rivela già come un potenziale risolto per affrontare il mondo insieme agli altri( che va dalla 7a alla 12a);..ma … solo se avrò lavorato bene sul superamento dei confini e dei problemi che avrò trovato nelle case al di sotto dell’orizzonte (1a-6a, il mondo personale e il vicino a noi …)


Vi lascio alle vostre riflessioni e alle vostre domande…

Nunzy Conti

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Mercurio e il Vaso di Pandora:”I nodi Lunari”di Cristina Bassi

“A caccia di menti astrologiche

I NODI LUNARI: UN FARO CHE ILLUMINA IL CAMMINO DELL’ANIMA

di Cristina Bassi

tigermask

Testo  tratto dal sito: www.thelivingspirits.net/

“Personalmente, nella consulenza astrologica, attribuisco massima importanza alla posizione del NODO LUNARE NORD nodo nord ,un elemento fondamentale che ci racconta del cammino evolutivo che dobbiamo percorrere, ovvero la direzione che dobbiamo seguire in questa vita per essere fedeli al progetto della nostra anima.

I NODI LUNARI distano sempre l’uno dall’altro 180 gradi, quindi sono opposti l’uno all’altro.

Il NODO SUD è il simbolo del nostro passato karmico, le vite passate: indica dove ci sentiamo a nostro agio, dove troviamo i nostri talenti, dove siamo “attaccati” e ci sentiamo “comodi”… ma dove non dobbiamo stare, perchè il viaggio di questa vita ha un’ altra meta (nell’ottica dell’incessante processo di apprendimento e perfezionamento dell’essere per ricongiungersi alla sua fonte originaria).

Il NODO lunare NORD indica ciò che dobbiamo raggiungere, la via da praticare in questa vita per la nostra evoluzione ma che non ci è famigliare, un terreno ignoto, che ci spaventa, è difficile da realizzare “spontaneamente”, richiede dedizione e impegno e volontà in azione. Vivere il messaggio del nodo nord, realizzare quell’atteggiamento, ci fa incontrare parecchia resistenza, soprattutto nella prima parte della vita.

Quando guardando “indietro” negli anni sentiamo un senso di delusione e amarezza è un sintomo che non eravamo (o non siamo…) nel nostro nodo nord. Aver realizzato il messaggio del nodo nord ci da un senso di pienezza e probabilmente ci permetterà di lasciare questa vita… “in pace”.

Quando diventiamo troppo pigri e comodi nel territorio che è del nostro nodo sud (il “passato”) …allora la vita incalza e la situazione può veramente diventare scomoda. Mentre quando camminiamo lungo la strada indicata dal nodo Nord, accadono cose positive che ci incoraggiano a perseverare sul cammino.

Quando un pianeta, nel proprio oroscopo, è congiunto al Nodo Nord, ci da ancor più informazioni su quale è il nostro compito, la nostra “missione”. Mentre i pianeti congiunti al Nodo Sud ci tengono ancorati molto nel passato, quelli legati al Nodo Nord ci spingono di più verso la realizzazione della nostra vita ora.

Sicuramente la direzione del Nodo Nord è quella più importante da seguire, tuttavia, con il passare degli anni e delle osservazioni credo che il vero obbiettivo sia un equilibrio tra le tematiche dei due Nodi: in fondo il passato è dentro di noi (in termini di talenti, abilità, caratteristiche) e non possiamo annullarlo e, altrettanto, il nuovo “ora” non può essere ignorato, pena la nostra stagnazione e la sofferenza dell’incompiutezza e della insoddisfazione.

Così come esistono 12 segni zodiacali, esistono corrispettive 12 case (settori della vita) e queste indicano dei temi esistenziali fondamentali per lo sviluppo spirituale, ovvero l’evoluzione dell’individuo. Come per i segni, ogni casa ne ha una sua opposta.”

nodi lunari 01

Posizione dei nodi

Nel seguito e in sintesi la tematica relativa al

NODO NORD nelle CASE e nei SEGNIcorrispondenti(…)

Eccovi dunque gli obbiettivi basilari in sintesi, riferiti ai 12 nodi lunari nord, o meglio nelle 12 polarità espresse dallo zodiaco: seguirle non vi farà mai perdere la strada!

1a casa Nodo Nord / 7a casa Nodo Sud, Ariete / Bilancia

Da una relazione con gli altri ad una relazione con se stessi

Dall’essere diplomatici e accondiscendenti, all’espressione di sè, all’autoaffermazione

Dal vivere attraverso la relazione con gli altri, al vivere attraverso il proprio potere personale

2a casa Nodo Nord / 8a casa Nodo Sud,Toro / Scorpione

Dall’ intensità e dal conflitto interiore, alla pace interiore

Dal controllo sull’esterno, all’autocontrollo

Dalla dipendenza finanziaria, all’autosufficienza

3a casa Nodo Nord / 9a casa Nodo Sud,Gemelli / Sagittario

Dall’attaccamento al proprio modo di pensare e di vedere le cose, ad un approccio più flessibile, pratico nel farle

Dalla religiosità, all’esser coinvolti nell’umanità

Dal ritirarsi in campagna, al coinvolgimento nella città, con le altre persone

4 casa Nodo Nord / 10a casa Nodo Sud, Cancro / Capricorno

Dal pubblico e dall’enfasi sul lavoro, all’ enfasi sul privato e sulla vita domestica e il proprio nido

Dall’individualismo al senso di appartenenza

Dal dare in senso materiale, al nutrire in senso emozionale

5a casa Nodo Nord / 11 casa Nodo Sud, Leone / Acquario

Dall’enfasi sul gruppo, al sentirsi a proprio agio come centro dell’attenzione (come capo, protagonista, attore etc)

Dalla dedizione alla comunità al ruolo di protagonista e allo stare sulla scena in mezzo agli altri

Da un approccio teorico e mentale, ad un approccio coinvolgente, attivo, amorevole

6a casa Nodo Nord / 12 casa Nodo Sud, Vergine/ Pesci

Dall’indolenza alla concentrazione

Dalla fuga, la dipendenza alla purificazione /guarigione

Dall’apatia/pigrizia al servizio e alla dedizione

Dalla mancanza di senso pratico e di radicamento, al buon senso radicato nel quotidiano

7a casa Nodo Nord / 1casa Nodo Sud, Bilancia / Ariete

Da un’ egoistica attenzione su di sè, ad una consapevolezza obbiettiva degli altri

Dall’intesità alla moderazione

Dall’indipendenza alle relazioni

Dall’aggressione alla dolcezza

8a casa Nodo Nord / 2 casa Nodo Sud, Scorpione / Toro

Dalla stabilità al cambiamento

Dalla pigrizia alla passione

Dall’inerzia alla trasformazione

Dal bastare a se stessi, all’intimità con gli altri

9a casa Nodo Nord / 3a casa Nodo Sud, Sagittario / Gemelli:

Dalla mondanità alla dedizione spirituale

Dalla trivialità all’integrazione della conoscenza

Dalla logica/mente inferiore alla intuizione e alla mente superiore

Dalla intellettualizzazione all’esperienza diretta

Dalla città e dalla sua frenesia, al ritiro nella campagna

10a casa Nodo Nord / 4a casa Nodo Sud, Capricorno /Cancro

Diventare grandi, dalla dipendenza alla responsabilità personale

Dall’essere yin al diventare yang

Dall’ipersensibilità al senso pratico e alla determinazione

11a casa Nodo Nord / 5a casa Nodo Sud, Acquario / Leone:

Dall’essere il centro dell’attenzione all’essere paritario nel gruppo

Dal divertimento, dalla gogliardia alla dedizione pratica nella società

Dal bisogno estremo di amore e approvazione al senso indipendente dell’autostima

12a casa Nodo Nord / 6a casa Nodo Sud, Pesci / Vergine:

Dal particolare all’universale

Dalla logica, dal senso comune all’intuizione e al paradosso

Dalla rigidità al rilassamento

Dalla mente al cuore

Dall’essere operosi all’essere in ascolto, sensibili

nodilunari

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“Il Matto,eterno viandante” di Giovanni Pelosini

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Deva Tarot

“Il viandante che si muove con il suo minimo bagaglio e senza pensieri, nella mia visione, somiglia al Matto dei Tarocchi.

La sacca che talvolta porta sulle spalle è quasi vuota, così come le tasche del suo buffo costume.

Nella sua pazzia ha scelto di non possedere niente, e così, forse senza neanche saperlo, assomiglia a quei santi rishi ancora piuttosto comuni nelle giungle e nelle sterminate campagne del subcontinente indiano: saggi illuminati ricchi di spiritualità, apprezzati portatori di benedizioni divine.

Il Matto incarna in questo modo la pura energia che mette in moto tutto il mazzo degli Arcani, il fuoco che può bruciare il Karma, l’inizio e la fine del percorso sacro, l’alfa e l’omega della tradizione mistica occidentale.Quel giullare vaga su strade sempre diverse e sembra camminare senza alcuna destinazione: lascia il castello di un cavaliere che lo aveva ospitato per un po’ in cerca di qualche altro signore da allietare con i suoi versi scomposti, le sue battute oscene, i suoi scherzi villani.

Nessuno come il Matto sa camminare sui Sentieri sacri e profani dell’inconscio profondo, perché lui può muoversi in assoluta libertà, senza inutili fardelli, senza dubbi e senza aspettative, senza attaccamenti alla Materia che ancora deve incontrare e conoscere.

Finché può seguire solo il puro istinto, il Matto è il vero signore dei Tarocchi. Poi tutto cambia, tutto si trasforma, ed anche lui è chiamato ad evolversi.

Allora può muoversi sulle strade della vita secondo due modalità: quella consapevole e quella inconsapevole. Per la sua qualità di Matto, in entrambe gli è concesso di trovare se stesso, più o meno agevolmente.

Quando il viandante cammina nella cosmica ragnatela di strade che tutto e tutti avvolge in perfetti meccanismi di coincidenze significative, la sua vista può essere chiara oppure offuscata dalla nebbia ed il suo Sentiero può essere diversamente piacevole ed utile.

A volte capita che tale Sentiero si incroci con quello di un altro viandante, ed allora accade che i due possano fare un tratto di strada insieme. Soprattutto in queste occasioni si può imparare quanto poco sia importante la meta prefissata e quanto sia invece fondamentale la qualità del percorso che si sta facendo.

È tale qualità che fa la differenza nella vita che ognuno si sceglie.

Mi piace chiamare “Aurei” quei Sentieri che uniscono le persone consapevoli di percorrerli. Tutti gli altri sono semplici cammini, che in ogni caso conducono ciascuno verso la propria individuale direzione, ma che non permettono alla coscienza di “uscire” dalla ragnatela di strade e di osservarla oggettivamente.

Chi ha la possibilità di riconoscere il Sentiero Aureo mentre lo percorre, e la fortuna di farlo insieme ad un compagno di viaggio, deve essere grato per questo, e proteggere, e sacralizzare i passi comuni compiuti.

Se ciò avviene fisicamente, il riconoscimento è più facile, ma questa non è l’unica modalità, perché i Sentieri sono extradimensionali ovvero pluridimensionali.

E così, mentre tutto ciò che è Materia è destinato a finire, il cammino continuo di ogni Eterno Viandante, di ognuno di noi, procede sul Sentiero dell’Anima.”

Articolo interamente tratto dal sito  di Giovanni Pelosini

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Giovanni Pelosini è scrittore e docente eclettico: da almeno una vita lavora in diversi campi, fra i quali tarologia, astrologia, simbologia, yoga, spiritualità, discipline olistiche, pedagogia, teatro e cinema.

Laureato in Scienze Biologiche con lode all’Università degli Studi di Pisa, dove è stato anche ricercatore, insegna discipline scientifiche negli istituti superiori. Il suo metodo di indagine risente in modo positivo della formazione di tipo scientifico, ma ama lavorare anche con intuito e creatività, operando originali sincretismi fra le culture tradizionali orientali e occidentali.

Dal 1976 pratica assiduamente Yoga facendo riferimento alla tradizione del Tantra, grazie ad una millenaria linea ininterrotta di Maestri, integrando tali insegnamenti con numerose altre pratiche. Diplomatosi presso la Scuola per Maestri della Feder Yoga e Oriente di Roma, ha approfondito i suoi studi e la sua pratica con lo Yogi Ram Prakash Sharma di Khajuraho, che lo ha introdotto all’insegnamento spirituale del Parakh Pad.

Ha tenuto conferenze e condotto numerosi seminari di Yoga, Rebirthing, Tarologia e “Sintesi Energetica”© in varie parti d’Italia ed all’estero.

Con Ferruccio Ledvinka si è intensamente impegnato nella ricerca e nelle tecniche di sviluppo della coscienza. Successivamente ha seguito i corsi di Alejandro Jodorowsky su Tarocchi, Psicomagia e Psicogenealogia.

Studioso di Astrologia autodidatta dal 1974, ha poi seguito gli insegnamenti di Massimo Fornicoli, per sviluppare infine una visione psicologica della disciplina, anche in analogia con il pensiero tarologico.

Ha partecipato a ricerche e pubblicazioni in collaborazione con il gruppo Convivio Astrologico e la rivista «Linguaggio Astrale» del CIDA. Collabora con Lidia Fassio alla diffusione della cultura astrologica umanistica anche scrivendo per il trimestrale «Albatros», ed è docente presso la Eridano School di Torino.

::continua::

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